I metodi contraccettivi, tutte le informazioni per scegliere consapevolmente

Qual è il contraccettivo migliore? Quello con meno controindicazioni? E il più sicuro? Le domande intorno agli anticoncezionali sono tante, così come molti sono i metodi per proteggersi da gravidanze indesiderate. Maschili e femminili, reversibili o meno, naturali, ormonali o non ormonali. Fino al nexplanon, contraccettivo ormonale sottocutaneo, il cui impianto è praticato presso lo studio Remedica. Ovviamente non sono tutti gli anticoncezionali  sono uguali. Informarsi e conoscere è fondamentale per poter fare scelte consapevoli in coppia. Ecco un breve vademecum.

 

 Che cos’è la contraccezione

Con il termine contraccezione si indicano tutti quei metodi o strumenti utilizzati per evitare che una donna resti incinta. Ne esistono tanti e molto diversi tra di loro. Alcuni incidono sugli ormoni femminili, principali responsabili dell’inizio di una gravidanza, altri si limitano a costituire una barriera che impedisca agli spermatozoi maschili di fecondare l’ovulo femminile. E’ bene precisare che la contraccezione non è associata automaticamente alla protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili. Gli anticoncezionali non hanno questa efficacia, tranne il preservativo maschile che invece ha questa capacità protettiva.

Secondo le statistiche, nel mondo, circa il 60% delle coppie utilizzano un metodo contraccettivo. Nello stesso tempo, però, oltre 200 milioni di donne non hanno accesso a nessuno strumento anticoncezionale, la maggior parte di queste vive in Africa sub-sahariana o in Asia. E’ quindi fondamentale diffondere una corretta informazione in materia per contribuire a creare una solida cultura in tal senso.

 

I metodi contraccettivi: quali sono e come funzionano

Come già detto, di anticoncezionali ne esistono molti. Possono essere classificati secondo parametri diversi. Ad ogni tipologia corrisponde una differente modalità di azione e anche uno specifico livello di efficacia. Inoltre, alcuni metodi contraccettivi, soprattutto quelli che incidono sugli ormoni, richiedono il via libera di un medico per essere utilizzati.

Contraccettivi maschili o femminili

I primi devono essere utilizzati dagli uomini, è il caso ad esempio del preservativo, i secondi, invece, sono appannaggio delle donne, come l’anello, la spirale o la pillola.

Contraccettivi reversibili o non reversibili

A seconda che il loro utilizzo possa essere limitato nel tempo (preservativo, anello, pillola, ecc) o sia invece definitivo, come nel caso della sterilizzazione.

Contraccettivi barriera o ormonali

I contraccettivi a barriera, come il preservativo maschile e femminile, agiscono ostacolando materialmente l’incontro tra spermatozoi e ovulo, i contraccettivi ormonali, come la pillola o l’anello, invece, intervengono invece sugli ormoni femminili.

Contraccettivi naturali

Sono quei metodi che non prevedono l’uso di alcuno strumento o medicinale, ne è un esempio il coito interrotto.

 

L’efficacia  e la sicurezza dei metodi contraccettivi

Quando una coppia sceglie un metodo anticoncezionale, la prima domanda che si pone è quella relativa alla sua sicurezza. Cioè  la percentuale di rischio di una gravidanza a sorpresa. Ovviamente questa efficacia dipende sia dal metodo utilizzato, sia dalla correttezza e dalla scrupolosità nell’uso dello stesso. Se in linea generale, infatti, i metodi ormonali sono i più sicuri, nella pratica si può andare incontro ad una serie di inesattezze che possono vanificarne in tutto o in parte l’effetto. Procediamo, però, con ordine. Vediamo i sistemi contraccettivi principali e il loro grado di sicurezza (secondo l’indice di Pearl, usato a livello internazionale)

I contraccettivi di barriera: preservativo, diaframma, spirale

L’anticoncezionale più conosciuto è senza dubbio il preservativo maschile (o profilattico), anche perché, come detto, è l’unico che protegge anche dalle malattie sessualmente trasmissibili. Di base, il rischio di gravidanze indesiderate associato a questo metodo è piuttosto basso, meno del 2%. Spesso, però, viene utilizzato in maniera imperfetta e allora il rischio sale fino al 15%. Discorso analogo per il diaframma vaginale, si parte dal 6% e si arriva fino al 16% di rischio. Per il preservativo femminile siamo su percentuali ancora più alte: 5% se usato correttamente, 21% se usato male. Decisamente migliore, invece, l’efficacia della spirale (sempre femminile): si parte da meno dell’1% per salire massimo fino al 6%. Il problema qui è che si tratta di un metodo invasivo che necessita di controlli periodici e può dare avere controindicazioni importanti (anche gravidanze extrauterine).

I contraccettivi chimici o ormonali: pillola, anello, cerotto

Gli anticoncezionali ormonali comportano, senza dubbio un rischio più basso. La pillola, l’anello e il cerotto, che agiscono seguendo lo stesso principio di base, hanno un rischio del solo 0,1% in caso di uso corretto, si sale al 9% per l’uso non corretto. Dati simili anche per la mini pillola, o pillola di solo progestinico, 0,3% di rischio se usata bene, 8% se usata male. I contraccettivi ormonali assunti per iniezione, invece, non sono associati alla possibilità di un utilizzo imperfetto, quindi il loro ischio si attesta sempre e comunque intorno allo 0,3%.

I contraccettivi naturali

Si tratta di metodi che prevedono l’assenza di qualsiasi strumento o sostanza. La finalità anticoncezionale è affidata totalmente a meccanismi naturali. Il più conosciuto è senza dubbio il coito interrotto, che consiste nell’interrompere il rapporto sessuale immediatamente prima dell’eiaculazione maschile. La percentuale di rischio è del 4% in caso di applicazione perfetta, che però è molto difficile, altrimenti si sale fino al 27%. Altro metodo naturale piuttosto conosciuto è quello di Ogino Knaus, basato sul calcolo dei giorni fertili della donna (quelli in cui evitare rapporti sessuali), che andrebbero dal 10° al 18° giorno successivo all’inizio delle mestruazioni. Il suo tasso di rischio, però, è del 9%, anche se usato correttamente e da donne con ciclo molto regolare. C’è poi il metodo incentrato sulla temperatura basale, che aumenta proprio in prossimità dei giorni fertili. La percentuale di rischio gravidanza, in questo caso, oscilla notevolmente dallo 0,7 di un perfetto utilizzo al 25% in caso di uso errato. Situazione analoga per il metodo di Billings, fondato sull’osservazione del muco cervicale, il rischio qui va da un minimo del 3% ad un massimo del 25%.

I contraccettivi chirurgici: sterilizzazione e chiusura delle tube

Parliamo di metodi altamente sicuri ma anche prepotentemente invasivi e per giunta irreversibili. Sono la sterilizzazione maschile, con un rischio associato di appena lo 0,1%, e la sterilizzazione femminile (o chiusura delle tube) con un rischio dello 0,5%.

 

Il Nexplanon, la contraccezione ormonale sottocutanea

Tra i contraccettivi ormonali, spicca il Nexplanon, una tipologia di anticoncezionale a lungo termine. E’ un semplice bastoncino, lungo 4 cm e spesso 2 mm, che si impianta sottopelle, sul braccio e rilascia gradualmente piccole quantità di un ormone progestinico che blocca l’ovulazione. Ha una durata di 3 anni dal momento dell’inserimento. Il Nexplanon ha la stessa efficacia della pillola, quindi vicinissima al rischio 0%. Con il vantaggio che non è possibile utilizzarlo in maniera scorretta, in quanto non bisogna ricordarsi nulla se non la sua scadenza.

Presso lo studio Remedica viene praticato l’impianto del Nexplanon, con una tecnica indolore, in anestesia locale.

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Quale tra i diversi metodi contraccettivi è il migliore?

E’ questa la domanda chiave che tutte le coppie si pongono. E per migliore si intende sia più efficace sia meno invasivo, soprattutto per la salute. Senza contare tutta una serie di variabili legate al piacere sessuale personale. Una risposta univoca, valida indiscriminatamente per tutti non c’è. La soluzione migliore, come sempre, è di affidarsi a i consigli di un medico ginecologo, di uno specialista. Un’indicazione che ha ancora più senso se si sta pensando di iniziare ad utilizzare metodi contraccettivi ormonali.


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