Donna sdraiata sul letto

Endometriosi: cause, sintomi e cura di una patologia ginecologia spesso ignorata

Secondo le statistiche, 14 milioni di donne in Europa sono affette da endometriosi, una patologia ginecologica particolarmente dolorosa che può mettere a rischio anche la loro fertilità. La malattia spesso presenta sintomi che vengono ignorati, una diagnosi precoce, invece, permetterebbe di intervenire tempestivamente per eliminarla o controllarne il decorso.

Endometrio ed endometriosi: cos’è, le diverse tipologie e le possibili cause

La definizione di endometriosi è legata a quella di endometrio. L’endometrio altro non è che una mucosa che dovrebbe trovarsi solo all’interno dell’utero. In alcune donne, però, accade che l’organismo la localizzi anche altrove, in aree dove la sua presenza risulta “anomala”. E’ in questi casi che si parla di endometriosi. A seconda di dove si forma questa presenza anomala della mucosa, avremo una diversa tipologia di endometriosi. In particolare, possiamo distinguere tra:

Localizzazione endometriosi

Punti di localizzazione dell’endometriosi

Endometriosi interna: detta anche adenomosi, quando l’endometrio viene localizzato nel miometrio, cioè il tessuto muscolare dell’utero;

Endometriosi esterna: in questo caso l’endometrio si trova lontano dall’utero, in zone pelviche o anche in altri distretti o organi (ovaie, tube, intestino, vescica, ecc).

Molto più complessa è la questione delle cause della patologia, perché di ipotesi ne sono state fatte diverse ma nessuna ha trovato un riscontro scientifico certo. Vediamo le principali:

  • Disfunzione del sistema immunitario che non sarebbe in grado di riconoscere e bloccare le formazioni di tessuto endometriosico fuori dalla sua collocazione naturale;
  • Presenza di cellule di natura embrionale nella pelle, soprattutto a livello di addome; queste cellule sarebbero in grado di degenerare in endometrio e quindi dar luogo alla malattia;
  • Trasporto ematico, legato al ciclo mestruale, durante il quale particelle di endometrio si infiltrerebbero nel sangue, diffondendosi poi per via venosa;
  • Trasporto chirurgico, a seguito di interventi che interessano l’utero;
  • Mestruazione retrogada, durante la quale il sangue mestruale, che contiene cellule endometriali, invece di fuoriuscire, rifluisce attraverso le tube e finisce nella cavità pelvica

 

Scoprire l’endometriosi: sintomi e segnali

Nella maggior parte dei casi (60%), l’endometriosi risulta piuttosto dolorosa, soprattutto nella fase del ciclo mestruale. Solo in un caso su quattro, questa malattia non dà segni evidenti della sua presenza e viene scoperta “per caso”.

Per questo, ascoltare con attenzione i segnali che il corpo manda è sempre un valido strumento di prevenzione. Vediamo però, nello specifico, quali sono i sintomi più comuni nelle donne affette da questa patologia:

  • Mestruazioni dolorose (dismenorrea), a cui troppo spesso si dà poco peso, credendole una cosa normale;
  • Mestruazioni abbondanti o perdite di sangue fuori dal periodo mestruale;
  • Dolore pelvico, localizzato nella parte bassa del tronco, sotto l’ombelico, che può verificarsi anche in concomitanza con l’ovulazione o con il ciclo mestruale;
  • Dolore nei rapporti sessuali
  • Disagio rettale, che si esprime dolori e falsa sensazione di dover andare in bagno, ma anche l’alternanza di fasi di stitichezza con fasi di diarrea

 

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Le possibili complicanze: endometriosi e sterilità

Al di là della dolorosità di questa patologia, che può ridurre di molto la qualità della vita di chi ne è affetto, l’endometriosi rappresenta un problema serie per le donne soprattutto perché può causare infertilità.

La connessione tra sterilità e endometriosi è scientificamente assodata, soprattutto per le forme moderate o gravi. Questo non significa che una donna affetta da endometriosi sia certamente sterile, ma le probabilità aumentano. Il motivo è che questa patologia modifica la struttura stessa dell’ovaio, rendendola meno funzionale alla gravidanza.

 

Come si diagnostica l’endometriosi

Una volta avvertiti i propri sintomi è bene prenotare una visita presso il suo ginecologo di fiducia. Le tecniche che possono portare alla diagnosi di endometriosi sono diverse, a seconde della gravità e della collocazione del problema. In alcuni casi possono anche essere utilizzate in sinergia, per raggiungere risultati più affidabili.

Vediamo quali sono questi sistemi diagnostici:

  • Visita ginecologica bimanuale e visita rettale, spesso consente di scoprire la presenza di noduli invisibili all’ecografia;
  • Esami di laboratorio che permettono di identificare i marcatori della patologia presenti nel sangue;
  • Ecografia transvaginale
  • Risonanza magnetica
  • Laparoscopia, un vero e proprio interveto chirurgico, da fare in anestesia generale, spesso associato ad un’attività di rimozione delle formazioni endometriosiche.

 

Cura e terapia per l’endometriosi

Veniamo ora alle cure e possibili terapie per risolvere o contrastare l’endometriosi. Vista la delicatezza dell’area in cui più facilmente questa malattia si sviluppa, ovvero la zona dell’utero, il tema della invasività o meno dei rimedi è fondamentale. In sintesi, è possibile individuare due tipologie di intervento: la terapia ormonale e quella chirurgica.

La terapia chirurgica

Sull’endometriosi è possibile intervenire con una tradizionale chirurgia addominale o con una laparoscopia, puntando a rimuovere tutti i focolai della malattia. Ovviamente l’obiettivo deve essere un intervento il meno possibile invasivo, per preservare soprattutto la fertilità della donna.

La terapia ormonale

Non è una terapia di tipo risolutivo, nel senso che non elimina i focolai di endometriosi esistenti, ma punta a evitarne l’aumento o a diminuire il dolore. Questo tipo di cura può assumere varie forme come la somministrazione di contraccettivi ormonali o di ormoni a rilascio di gonadotropine.

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